IL SOLE E LA PELLE

I CONSIGLI DEL NOSTRO ESPERTO, DOTT. GIANLUCA FATUZZO

DOTT. GIANLUCA FATUZZO
Medico Chirurgo, formato in Medicina Estetica e Medicina Ayurvedica
Viale della Marina 9 – Ostia – Tel. 3203254426 – gianlucafatuzzo@gmail.com

La Primavera, per ogni specie vivente, dagli animali alle piante, è un nuovo inizio, è rinascita…
E tutti noi sentiamo la necessità di uscire fuori, immergerci nella natura, mare, montagna, collina, boschi, laghi, insomma riprendere la vita all’aria aperta.
La primavera 2020, a causa del lockdown, si è trasformata nell’occasione per una nuova vita: non sappiamo cosa succederà e quali norme ci riserverà l’ennesimo DPCM, ma la natura farà il suo corso, come ogni anno.
Per gli antichi egizi il sole era il dio “Ra”, il principale degli dei, colui che dà la vita, vince le tenebre, una divinità da adorare.
Torneremo ad esporci al sole, che per il nostro corpo è gioia e dolore, bene e male, il confine è definito dal tempo di esposizione, dal come, dove, quando e per quanto.
Gli effetti benefici dell’aria aperta e dell’esposizione al sole sono molteplici: quali la riduzione dello stress, il potere antidepressivo, maggiore riposo, benefici per apparato respiratorio, cardiovascolare e osteoarticolare, con incremento dell’attività fisica e aria più pulita, importante in questo periodo è la produzione della vitamina D da parte della pelle, che aiuta la crescita delle ossa, il benessere delle ossa e delle articolazioni e il sistema immunitario.
Gli effetti negativi del sole sono legati all’esposizione prolungata senza fotoprotezione, che provoca eritemi, scottature e reazioni infiammatorie, ma soprattutto le persone con fototipo basso, “pelle chiara” hanno più probabilità di sviluppare nei e lesioni cancerose cutanee. Il calore e il sole diretto provocano anche vasodilatazione, che risulta un elemento di peggioramento in tutte quelle persone, in grande maggioranza donne, che soffrono di edema flebolinfatico agli arti inferiori, ritenzione di liquidi e cellulite.
In Medicina Estetica il sole è un alleato importante, in quanto migliora l’umore e le persone si sentono e si vedono meglio, ma il lato negativo è rappresentato dallo stimolo alla comparsa o peggioramento di inestetismi quali: ipercromie (macchie) cutanee, rughe, (in generale c’è un aumento dell’invecchiamento cutaneo), a causa della vasodilatazione il peggioramento delle teleangectasie (comparsa di piccoli capillari su viso e corpo), la cellulite e l’edema degli arti inferiori.
Il consiglio è di sfruttare una stagione favorevole come la primavera, per prendersi cura del proprio corpo e della pelle, secondo i più moderni criteri e le migliori conoscenze a disposizione.
Si inizia con la visita di Medicina Estetica, articolata in varie valutazioni, che alla fine ci darà un quadro generale dei vari inestetismi (invecchiamento cutaneo, macchie, cellulite, flebolinfedema degli arti inferiori, ecc…). In particolar modo durante la valutazione cutanea, o check up cutaneo, vengono misurati i parametri di idratazione, pH e sebometria della pelle, che viene anche osservata con luce fredda e luce di Wood: l’obiettivo è di conoscere la pelle, formulando la diagnosi di biotipo cutaneo (pelle normale, disidratata, seborroica, sensibile), diagnosi di fototipo e diagnosi degli inestetismi, come ad esempio le macchie, che possono avere diversa profondità (epidermiche o dermiche), che ci porterà ad una diversa terapia ed in tempi diversi.
Ovviamente l’esposizione al sole cronica e prolungata provocherà fotoinvecchiamento (photoaging o dermatoeliosi), con alterazioni cutanee che si sommano alle modificazioni determinate dal cronoinvecchiamento (invecchiamento provocato dal tempo).
La radiazione solare raggiunge la pelle dopo aver attraversato l’atmosfera che, grazie allo strato di ozono, trattiene le radiazioni con lunghezza d’onda minore di 290 nm (raggi cosmici, raggi gamma, raggi-x, UVC), le radiazioni ultraviolette in grado di raggiungere la superficie terrestre sono UVB (290-320 nm) e UVA (320-400 nm), dotate di minor energia, ma comunque responsabili dei fenomeni di fotoinvecchiamento e fotocarcinogenesi, provocati dalla massiccia esposizione cutanea.

Nefertiti, regina dell’antico Egitto, curava la propria pelle, proteggendola

I meccanismi di difesa della pelle dalle radiazioni consiste in due manifestazioni evidenti:
1 – Ispessimento dello strato corneo, in risposta ai raggi UVB, che desquamerà una volta cessato lo stimolo con sempre maggiore difficoltà.
2 – Iperproduzione di melanina (abbronzatura), in risposta ai raggi UVA, da parte dei melanociti, cellule epidermiche localizzate al confine tra epidermide e derma, deputate alla produzione di melanina.
Se l’esposizione è cronica e costante nel tempo si avranno alterazioni macroscopiche visibili sulla superficie cutanea come: ispessimento, ruvidezza, perdita di elasticità, disidratazione, colorito giallastro, lesioni discromiche (macchie), cheratosi attiniche e rughe, via via più evidenti e profonde.
L’esposizione “selvaggia” al sole provoca quindi dei danni alla pelle come ipercromie o macchie cutanee, dovute all’aumento dei melanociti e alla produzione incontrollata di melanina, che può infiltrare tutti gli strati epidermici fino al derma, rughe cutanee dovute a perdita di elasticità del derma (per accumulo di ammassi di fibre elastiche ormai denaturate) e crollo della matrice connettivale di sostegno (con distruzione delle fibre di collagene e perdita di acido ialuronico). Inoltre si sviluppano anche fini teleangectasie (capillari dilatati) soprattutto sul viso, per vasodilatazione indotta dal calore, ma anche per aumento delle cellule infiammatorie che produrranno, attraverso il rilascio di sostanze enzimatiche (proteasi), effetti di distruzione e riarrangiamento su collagene ed elastina, che compongono le pareti dei piccoli vasi.
Dopo la visita e la diagnosi degli inestetismi, abbiamo due momenti fondamentali nella loro gestione: programma preventivo e programma correttivo, che insieme compongono la terapia a medio e lungo termine.
Il progetto terapeutico quindi inizia con la prevenzione, basata su regole di igiene di vita a livello alimentare, fisico, psicologico, cosmetologico.
Nello specifico, bisogna esporsi al sole nelle ore meno calde del giorno, dalle ore 8.00 alle ore 11.30 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00: nel periodo centrale delle giornata, dalle ore 12.00 alle 16.00, i raggi UVB sono più abbondanti e provocano arrossamento e infiammazione cutanea, che danneggia la pelle senza un reale effetto abbronzante a lungo termine.
Altro caposaldo è l’alimentazione, che deve essere equilibrata durante tutto l’anno, ma, nella stagione estiva, deve arricchirsi di frutta e verdura e bisogna aumentare l’assunzione di acqua; solo se ci fossero delle carenze, si potrebbe pensare di assumere integratori, contenenti carotene e vitamina C.
Dal punto di vista cosmetologico, dalla visita avremo una prescrizione con detersione, idratazione e fotoprotezione, mirate al biotipo cutaneo, che faranno parte di una routine quotidiana annuale, ma nel periodo primavera-estate l’elemento principale è la fotoprotezione, che non può essere inferiore a SPF 30, con il consiglio di adottare una SPF 50+ da applicare su viso e corpo durante l’esposizione estiva, ma che deve essere mantenuta sulle zone fotoesposte (viso, collo, decolleté, dorso delle mani) durante tutto l’anno: nel tempo avrà l’effetto di ridurre macchie, rughe, teleangectasie.
Il programma correttivo si occuperà del trattamento specifico degli inestetismi, con tutte le risorse a disposizione della Medicina Estetica come filler di acido ialuronico, tossina botulinica, biostimolazione e trattamenti più aggressivi, che bisogna effettuare in autunno-inverno come peeling, laser, ecc… sconsigliati da giugno a settembre.
La gestione dell’invecchiamento cutaneo passa attraverso varie fasi e continua per tutta la vita…




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