“CHEF IN CAMPO”

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L’INTERVISTA AI PROTAGONISTI

Seconda edizione del seguitissimo programma “Chef in campo”, che quest’anno si è trasferito su Alma TV, rete ideale per un programma di cucina di successo come questo.

In questa edizione sono stati molti i vip che si sono avvicendati ai fornelli nel corso delle puntate…. Tra loro la bellissima ex isolana, Rosaria Cannavò (in copertina) che, come avrete potuto apprezzare nella puntata a lei dedicata, si è messa molto in gioco, con tutta la sua allegria e solarità, come ci ha raccontato il presentatore e showman, Anthony Peth…

Quest’anno oltre a lui, abbiamo intervistato per voi anche i suoi compagni di avventura: lo Chef Andrea Palmieri, l’Enologo Matteo Carreri e la Cake Designer Manuela Romiti (new entry nella squadra di Chef in Campo). Ecco cosa ci hanno svelato sul “davanti” e “dietro le quinte” del programma…

INTERVISTA AL PRESENTATORE, ANTHONY PETH

Il Presentatore Anthony Peth sul set

Per il secondo anno sei il presentatore di Chef in Campo, sei soddisfatto di questa riconferma?

Sono felice! È una trasmissione che mi diverte tanto e ormai la squadra è come una seconda famiglia, dai tecnici al cast. Mario Maellaro, il regista, è una mente brillante, sono onorato di essere stato riconfermato per questa seconda stagione.

Una delle puntate è stata con la Cannavò, ci racconti qualcosa su di lei?

Una puntata frizzante. Non conoscevo la Cannavò personalmente, avevo seguito la sua partecipazione all’ultima edizione dell’ Isola dei famosi e la trovavo un personaggio forte e tenace.

A chef in campo, oltre ad avermi colpito la sua bellezza, mi ha lasciato un buon ricordo la sua simpatia, unica e da buona siciliana devo dire anche di buona forchetta. Aneddoti ce ne sarebbero tanti da raccontare, posso dirvi che è stata una buona complice tra i fornelli…

Se fossi tu ospite di una puntata, quale sarebbe il piatto, il vino e il dolce che più ti rappresenterebbero?

Bella domanda! Se fossi io l’ospite, il mio piatto sarebbe sicuramente lo sfornato di melanzane alla parmigiana, uno dei miei preferiti. Come vino il pecorino, sicuramente, un buon bianco fruttato e come dolce una zuppa inglese, che amo tantissimo.

Sei anche ambasciatore del food Made in Italy, nel mondo, sei orgoglioso di tale ruolo?

Tanto, amo la cucina italiana: i gusti e i sapori del nostro bel Paese, culla della nostra tradizione tanto amata in tutto il mondo!


INTERVISTA ALLO CHEF ANDREA PALMIERI

(da sinistra) Chef Andrea Palmieri, l’ospite Rosaria Cannavò e il Presentatore Anthony Peth, durante le riprese

Come ti sei trovato a racchiudere in un piatto l’essenza di personaggi famosi, molto variegati tra loro?

La cosa divertente di questa edizione è stata che fondamentalmente tutti piatti scelti dai nostri ospiti sono piatti pieni di ricordi per me, dalla polenta con le salsicce e gli gnocchi di patate al sugo di spuntature, che faceva sempre mia nonna, alle polpette di melanzane e i tortellini in brodo, tra i miei piatti preferiti da sempre. Cucinarli con loro, un piatto dei ricordi per loro e per me, è stato molto emozionante!

La ricetta che replicherai nel tuo ristorante, il “Bucavino” a Roma?

Alcune già le propongo, come i tortellini fatti in casa, i tortelli e la catalana di calamari. Altre invece, tipo gli “spaghetti di Patrizio Oliva”, o gli “gnocchetti alla fiuggina” li riproporrò sicuramente al “Bucavino”.

Un aneddoto o un personaggio famoso che più ti ha colpito?

Direi che forse l’aneddoto più divertente è stato con “Lucia Orlando”: la nostra cake creator presenta il dolce a Lucia e lei, in maniera molto seria, le dice che quel tipo di dolce non è di suo gradimento. Manuela, la nostra super cake creator è rimasta di pietra, fino a quando Lucia ridendo, non ha confessato lo scherzo e che era invece la sua preferita.

Invece un piatto che rappresenta “Chef Palmieri”?

Credo che il piatto che più mi rappresenti sia la “carbonara”. È il mio piatto preferito ed il mio cruccio. Studio continuamente per renderla sempre migliore, ma, ogni volta che la faccio, ci trovo sempre qualcosa da migliorare. E’ Un pò come la mia vita insomma…!


INTERVISTA ALL’ENOLOGO MATTEO CARRERI

(da sinistra) Chef Andrea Palmieri, la Cake Designer Manuela Romiti, l’ospite Rosaria Cannavò,
il Presentatore Anthony Peth, l’Enologo Matteo Carreri

In base a cosa scegli, per ogni puntata, i vini da inserire?

Come ambasciatore del vino, il mio ruolo è quello di comunicare su questo bellissimo e fantastico mondo, ma soprattutto dare l’opportunità agli spettatori di conoscere ivini di ogni regione, che ci regala tante emozioni.

Soprattutto ho voluto presentare dei vini che si conoscono molto poco, come il vermentino nero, la Cococciola, il Bellone e poi, per rassicurare il pubblico, ho inserito anche dei vini più conosciuti come il “Barolo”: a mio avviso la trasmissione deve essere anche comunicare qualcosa di nuovo, far conoscere soprattutto vini “diversi”…

Come crei gli abbinamenti dei vini e quale è stato più difficile?

Gli abbinamenti vengono fatti da un punto di vista tecnico, seguendo le tre classiche procedure: l’abbinamento cromatico, l’abbinamento regionale (che non sempre abbiamo rispettato), poi quello di “amore” (l’unione tra cibo e vino, dove il vino doveva esaltare il piatto e supportarlo), ma ho fatto anche un’intervista all’ospite, prima in camerino, per capire quali fossero i suoi gusti, interpretandoli, facendogli così gustare qualcosa che si abbinasse al meglio al suo piatto.

Ho trovato maggiore difficoltà con Annalisa Minetti, perché essendo non vedente, ovviamente, viene meno una parte importante della degustazione che è quella del colore, quindi il mio compito è stato quello di raccontare il vino al meglio e di esaltare ancora di più i profumi, cercando di coinvolgerla e portarla in questo splendido mondo.

Quale è il messaggio che ha voluto trasmettere?

Soprattutto di  far capire che all’interno di ogni bottiglia, che è un involucro, c’è la storia di una famiglia, spesso di generazioni, l’espressione di un territorio e dunque che in Italia abbiamo questa ricchezza, unica al mondo.

Invece un vino che rappresenta “Matteo Carreri”?

E’ una domanda molto bella… E’ difficile rispondere perché li amo tutti, però quello che mi rappresenta di più forse è una bella bollicina, metodo classico, effervescente, che mi da quella sensazione di freschezza, questo perlage lungo, intenso, questi profumi… Ecco vorrei essere esattamente come una vera bollicina…!


INTERVISTA ALLA CAKE DESIGNER MANUELA ROMITI

(da sinistra) L’Enologo Matteo Carreri, il Presentatore Anthony Peth, la Cake Designer Manuela Romiti, Chef Andrea Palmieri

In base a cosa crei il tuo dolce?

Prima di creare un dolce penso alla persona a cui è rivolto, non a cosa piace a me.

Cerco sempre di raccogliere più informazioni possibili sulla persona a cui è dedicato il dolce:  gusti, passioni, lavoro, luoghi preferiti, colori, origini, ecc.

Poi elaboro tutto, cercando di creare un dolce che riesca a suscitare emozioni, oltre che a piacere a livello di gusto.

Quale pensi sia l’abbinamento più riuscito con un personaggio?

Sicuramente uno degli abbinamenti che mi è più riuscito è il dolce che ho realizzato per Alessia Lautone.

Ho cercato di raccogliere informazioni su di lei su internet e alla fine, dopo varie ipotesi, ho deciso di preparare un Mont Blanc in chiave moderna.

Ho pensato a questo dolce per festeggiare l’uscita del suo libro su Louis Vuitton (quindi un dolce francese), per esaltare la sua essenza di donna, dando una forma originale e molto elegante.

Quando le ho presentato il dolce, lei è rimasta incredula e si è molto emozionata, perché era il dolce che sua madre le preparava per il compleanno quando era bambina.

Per me è stata una grande soddisfazione aver indovinato i suoi gusti e averla fatta emozionare con un dolce, nonostante non la conoscessi di persona.

Un aneddoto o un personaggio famoso che più ti ha colpito?

L’edizione di quest’anno è stata ricca di personaggi con storie e vissuti molto intensi e particolari.

Sicuramente mi ha molto colpito Giusy Versace e la sua voglia di vivere, la sua gioiosità, la sua voglia di mettersi in gioco, nonostante la vita l’abbia messa a dura prova.

Si, certamente gli spettatori concorderanno… E invece un dolce che ti rappresenta?

Il mio dolce preferito è la Cheesecake, che poi è diventato il dolce di punta della mia pasticceria (facciamo 14 varianti tra cotte e crude).

Amo il biscotto croccante, la mousse un pochino acida tipica di questo dolce e la sua  versatilità, infatti si può abbinare a moltissimi sapori: dalla frutta fresca a quella secca, fino ad arrivare ai cioccolati…


Grazie a tutti e quattro della grande disponibilità e infinita simpatia, con l’augurio di vedervi nella terza edizione di “Chef in campo” il prossimo anno!

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