LA ROMA DI GIGI PROIETTI

Un breve giro di Roma, nella Roma del grande artista

dii Beatrice Crescentini

Certo che il 2020, tra CoVid-19, crisi economiche, crisi sociali, è davvero un anno di perdite illustri, anche nel mondo dell’arte e della cultura. Ecco allora che per la nostra rubrica abbiamo pensato di omaggiare quel grande artista che è stato, è e sarà sempre Gigi Proietti. Parlare della sua carriera è superfluo perché fiumi e fiumi di inchiostro, prima reale poi virtuale, sono stati utilizzati per lui e allora, alla ricerca di una fonte di ispirazione sul web, mi sono imbattuta in un articolo da lui stesso scritto dove raccontava la sua vita attraverso la sua città, Roma. Dato che della sua vita artistica si sa moltissimo, abbiamo scelto oltre la meravigliosa cornice di Villa Borghese (enorme complesso di giardini all’italiana e all’inglese, musei, luoghi di cultura e sport), altri tre luoghi simbolo della vita del Maestro.

Villa Borghese

Iniziamo il nostro giro della Roma di Gigi Proietti da un luogo che ha rappresentato un po’ una costante nella sua vita: Villa Borghese, uno dei polmoni verdi della città con i suoi circa 80 ettari di estensione. I ricordi dell’artista in questa splendida villa, di proprietà della famiglia Borghese almeno a partire dal 1580, si mischiano in un costante andirivieni tra il Cinema dei Piccoli, dove si divertiva un Proietti ancora bambino, e il Globe Theatre, teatro elisabettiano tutto italiano fortemente voluto dal Proietti adulto.

Via Giulia

Forse una tra le più belle strade del centro storico, via Giulia è la strada dove l’artista è venuto al mondo nel lontano 1940. La via prende il nome dal suo committente, Papa Giulio II, il quale diede l’avvio ai lavori nel 1508 volendo creare una strada degna della potenza della Chiesa. Moltissimi tra i grandi nomi del Rinascimento (tra tutti un tal Raffaello Sanzio o un certo Antonio da San Gallo il Giovane, giusto per citarne un paio…) e poi del periodo Barocco seguirono i numerosi cantieri, sia sacri che profani, che adornano i lati di questa strada. In breve tempo via Giulia si trasformò nella residenza della nobiltà romana e oggi rimangono ancora perfette le vestigia dei loro meravigliosi palazzi…

Celio

A ridosso del Colosseo c’è un rione il cui toponimo è antico quanto Roma: prende il nome dal condottiero etrusco Celio Vibenna, che nel VI secolo a.C. (tenete conto siamo all’epoca dei re, più precisamente nel periodo di Tarquinio Prisco) marciò su Roma con il suo esercito accampandosi proprio sulle pendici di questo colle. Ma la vocazione militare di questa zona, testimoniata anche dalla presenza del moderno ospedale, è legata anche a un altro grande nome: Scipione l’Africano. Il console e i suoi soldati risiedevano proprio in questa zona e fu qua che la famiglia del generale si fece costruire il proprio mausoleo. Vi domandate cosa c’entra questo con Gigi Proietti? Beh semplice: l’attore e la sua famiglia vennero a vivere in questo luogo denso di storia (anche se allora si trattava di un quartiere popolare) e fu proprio in una scuola del quartiere che il maestro mosse i suoi primi passi accademici.

Piazza Borghese

Molti artisti sognano, una volta scesi dal palcoscenico, di calcare il palcoscenico culinario. Certo, non tutti come chef grand gourmet, ma vuoi per la goliardia che solo il buon cibo sa dar, vuoi per la possibilità di avere un loro angolino fuori casa in cui smettere i panni del Signor Tizio e del Signor Caio, in molti hanno tentato una carriera alternativa nella ristorazione. Gigi Proietti senza eccezione: la splendida cornice di Piazza Borghese al Campo Marzio ha assistito al suo tentativo di creare un’isola culinaria in cui tutti gli operatori del mondo dello spettacolo potessero ritrovarsi insieme dopo le loro fatiche e condividere in piena libertà i loro talenti artistici. Si chiamava “Il Leggio”.

Purtroppo il sogno gastronomico del compianto artista romano non esiste più e ormai è solo un ricordo,  ma siamo sicuri che tutti i suoi personaggi (da Mandrake a Dodo, per non parlare del celeberrimo Maresciallo Rocca) vivranno in eterno. E allora, che altro dire? Grazie Gigi per ciò che ci hai regalato, la tua Roma non ti dimenticherà!

P.s.: Se avete qualche dubbio, andate a vedere i numerosi murales che dal 2 novembre adornano numerosi palazzi in tutta Roma!




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