Le statue parlanti di Roma

Magnifici esemplari d’arte della Roma Antica

Di Beatrice Crescentini

Il linguaggio assume forme e connotati che spesso superano ogni possibile immaginazione, riuscendo persino a far parlare pezzi di marmo vecchi di secoli. Anzi, forse sarebbe meglio dire “sparlare”… State tranquilli: noi della redazione di Top One non siamo impazziti, ma vogliamo semplicemente presentarvi il famoso Circolo degli Arguti!

Non ne avete mai sentito parlare? Ebbene, dovete sapere che lo spirito romano ha sempre mal sopportato un certo tipo di atteggiamento, soprattutto quando ci si vuole mostrare per ciò che non si è. Ora, finché ci si burla di un conoscente, di un amico o di un parente con questa attitude (giusto per fare gli splendidi)in un ambiente goliardico al massimo si può rimediare qualche risata, una faccia offesa o uno scappellotto dietro la nuca. 

Ma cosa succederebbe se invece di un conoscente ci si burlasse di un politico? Oppure del Papa in persona? Di certo le conseguenze potrebbero non essere così leggere…

Ecco allora che l’arguzia e il profondo senso di irriverenza tipici del popolo romano si sono mascherati dietro il Circolo degli Arguti, composto da sei statue su cui di notte comparivano dei biglietti non proprio politically correct (anzi, per nulla). Queste antiche statue, che hanno preso anche il nome di statue parlanti, hanno per lungo tempo dato vita alla satira più cruda verso il potere politico. 

E i diretti interessati come la prendevano? Con profondo odio, tanto che più volte si fu sul punto di far sparire le statue per mettere a tacere la scomoda voce del popolo romano. Ma Roma non accettava che le si mettesse alcun tipo di bavaglio. Ecco allora che fare una passeggiata alla ricerca di questi testimoni silenziosi del rancore del popolo può essere una maniera di mettersi in contatto con l’anima più pura di Roma. Iniziamo dunque con le presentazioni!

Madama Lucrezia – Piazza di San Marco

Per essere l’unica donna (a dir la verità anche abbastanza silenziosa) della Congrega degli Arguti, Madama Lucrezia, un colossale busto di epoca romana raffigurante forse la dea Iside o una sua sacerdotessa, si fa ben rispettare! Tutti gli uomini che passano davanti a lei devono come minimo chinare il capo e levarsi il cappello. Non lo fanno? Nessun problema: a tenere vive le buone abitudini ci pensano i monelli del quartiere che, tra tiri di fionda e scherzi vari fanno in modo di far rispettare il buon nome di Madama Lucrezia.

Abate Luigi, o il togato – Piazza Vidoni

Appoggiata al muro esterno della basilica di Sant’Andrea della Valle, riposa finalmente una statua romana raffigurante un qualche magistrato dell’epoca. Il povero Abate Luigi non ha mai avuto una vita facile: dal suo ritrovamento non solo è stato spostato più e più volte, ma ha anche subito vari furti della sua testa (quella che trovate oggi non è quella originaria)! Dall’ultima decapitazione, nel 1966, la statua non ha più parlato, ma in virtù delle sue disgrazie è anche l’unica ad avere una epigrafe celebrativa. Ben magra consolazione…

Pasquino – Piazza di Pasquino

Veniamo adesso alla più celebre tra le statue parlanti di Roma, al fiore all’occhiello del Circolo degli Arguti: Pasquino! Dall’arguzia delle sue “pasquinate” nel corso dei secoli (pensate che neanche Hitler, in occasione della sua visita a Roma nel ‘38, venne risparmiato) nessuno poteva dirsi veramente al sicuro. Ma chi è Pasquino? La statua è un frammento di epoca ellenistica (forse III sec. a.C.), la persona che ha dato il nome alla statua ancora oggi è celata nel mistero.

Babuino – Via del Babuino

Povero sileno giacente, talmente brutto da essere paragonato a un primate… O forse la sua espressione intelligente ha richiamato alla mente dei più arguti il termine latino bambalio (che potremmo tradurre come “imbecille”). Fatto sta che le sue satire, note come “babuinate”, furono molto attive fino al 1877, anno in cui la fontana di cui la statua fa parte venne smembrata per quasi un secolo. 

Il Facchino – Via Lata

Il più giovane del Circolo degli Arguti (costruito nel 1580) ne deve aver viste davvero di tutti i colori: in un momento abbastanza critico per la dottrina di Santa Romana Chiesa venne addirittura paragonato a Martin Lutero, il che lo fece vittima di scherno e numerosi atti di vandalismo. Peccato che lui, il Facchino, con il religioso non c’entrasse proprio nulla: i suoi abiti erano quelli della corporazione degli acquaroli (o acquaricciari), ovvero coloro che si occupavano, in tempi in cui non esisteva l’acqua corrente, di portare proprio il prezioso liquido dalle fontane pubbliche fino in casa.

Marforio – Musei Capitolini

Il nostro giro in onore del Circolo degli Arguti si chiude sul Campidoglio, più precisamente all’interno dei Musei Capitolini, dove fa bella mostra di sé il possente Marforio, compare preferito di Pasquino e dell’Abate Luigi. Trovato nel foro di Augusto, presumibilmente nei pressi del tempio di Marte Ultore (da cui deriverebbe il nome), la statua rimase nella zona fino alla fine del XVI secolo, periodo in cui fu spostata nella sua collocazione attuale.

Ogni tanto, quando vi trovate in giro per Roma, presi dai vostri affari, non scordatevi di fare un cenno di saluto a questi silenziosi testimoni della voce di Roma dei secoli passati. Al momento sono abbastanza tranquilli, ma è sempre bene non farli arrabbiare!




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