Il Piemonte da visitare

Tra la pianura e i monti, la terra che ha visto nascere l’Italia di oggi

di Beatrice Crescentini

Dopo la lunga e calda pausa estiva, ecco che ci ritroviamo a continuare il nostro giro attraverso le bellezze del Belpaese toccando la regione che, forse più di tutte, ha contribuito a plasmare l’Italia per come la conosciamo oggi. Basti pensare ai Savoia e alla loro spinta espansionistica che, per la prima volta a quasi millecinquecento anni dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente, fu capace di riunire nuovamente la penisola in uno stato unitario. Basti pensare alla famiglia Agnelli e a come con la Fiat hanno dato un impulso fondamentale alla ripresa di un’Italia dilaniata dalla Seconda Guerra Mondiale. 

Ma il Piemonte non è solo la storia di vecchi e nuovi nobili che, vuoi o non vuoi, hanno avuto un grande peso negli ultimi centocinquant’anni di storia. Questa terra è stata ed è uno dei grandi motori dell’industria italiana: in Piemonte sono nate la Lavazza, la Caffarel, la Cirio, la già citata Fiat, la Lancia e ancora la SIP e le Pagine Gialle e la futura RAI e il Sanpaolo IMI (oggi conosciuto come Banca Intesa San Paolo). E ancora Gancia e Olivetti e Martini e potremo parlare ancora ore delle industrie tecnologiche e dell’agroalimentare famose e note in tutto il mondo. Ma basta così: l’idea è resa.

Volendo visitare il Piemonte godendosi pienamente le bellezze storico-artistiche e naturali che questa terra ha da offrire, dove possiamo andare? Cosa c’è da vedere oltre la ex capitale d’Italia? Scopriamolo insieme!

Moncalieri (TO): il luminoso Castello Reale o l’oscuro Castello de La Rotta?

A pochi passi dall’elegante capitale sabauda sorge un piccolo comune le cui origini si perdono nel XIII secolo, o forse ancora prima… Ciò che ci interessa di Moncalieri è il netto contrasto tra due edifici: il luminoso Castello Reale, patrimonio UNESCO dal 1997, e l’oscuro Castello de La Rotta, anche noto per essere il più infestato d’Italia. A quale dei due il vostro coraggio vi condurrà? Riuscirete a percepire e (perché no!) vedere qualcuno degli ultraterreni abitanti del “castello della paura”?

Sant’Ambrogio di Torino (TO): la linea magica di San Michele

Per chi ci crede, l’Europa sarebbe attraversata da un colpo di spada inferto dall’Arcangelo Michele nientepopodimeno che al Diavolo in persona! Che riteniate vera questa leggenda o meno, la coincidenza vuole che partendo dalla remota e desolata isola di Skelling Michael in Irlanda, fino al Monastero del Monte Carmelo in Israele sia possibile tracciare una linea retta che collega sette luoghi spirituali dedicati a San Michele. Uno di questi è la Sacra di San Michele sul monte Pirchiriano.

Fenestrelle (TO): la grande muraglia piemontese

Pensate che per vedere una grande muraglia occorra andare fino in Cina? Sbagliato! Allora forse è necessario compiangere il limes che un tempo circondava i domini di Roma? Neanche! Basta andare a visitare il piccolo comune di Fenestrelle alle porte di Torino per visitare quella che ancora oggi è nota come la “grande muraglia piemontese”: un complesso lungo 5 km comprendente tre batterie, tre forti e tre ridotti. Peccato (o per fortuna) che questa struttura, senza eguali in Europa, non sia mai stata usata per il suo scopo originale. Tutta fatica sprecata…

Canelli (AS): le Cattedrali dal leggero sapore alcolico

Ok, forse questa destinazione è da evitare in presenza di bambini e persone che non bevono, ma se vi trovate a passare per Canelli non potete non fermarvi a visitare le famose cantine, patrimonio UNESCO dal 2014. Qualche numero? Queste cantine, scavate nella roccia tufacea sotto l’abitato raggiungono un’estensione di oltre 20 km e superano i 30 m di profondità. Sulle tracce del primo spumante italiano…

Leri Cavour (VC): dove Cavour divenne “Cavour”

Anche se oggi Leri Cavour è poco più di un borgo fantasma, un tempo non solo era noto per essere un importante centro di produzione del riso, ma era anche terreno di sperimentazione per la politica agricola del regno sabaudo. Un certo Camillo Benso conte di Cavour, infatti, nella sua tenuta di Leri sperimentava le innovazioni tecnologiche in campo agrario prima di estenderle a tutti i territori del regno sotto forma di leggi. Oggi la sua villa giace abbandonata, anche se è da segnalare l’attività dell’associazione L.E.R.I. Cavour che mira a recuperare proprio la villa e il borgo per far conoscere al grande pubblico la sua particolare storia.




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