MUSICA IN 8 D

INGANNO SENSORIALE O INNOVAZIONE TECNOLOGICA?

di Beatrice Crescentini

Da qualche anno a questa parte stanno iniziando a circolare nuove tracce musicali, che forniscono un’esperienza audio attraverso le cuffie (o auricolari), totalmente diversa dal ben più classico “stereo”. È la musica in 8D, in cui l’ascoltatore si trova letteralmente circondato dal suono, quasi come se si trovasse immerso in un fluido. Le reazioni del pubblico sono tendenzialmente estatiche, ma cosa c’è dietro? Si tratta davvero di una nuova frontiera delle tecnologie sonore o di un elaborato sistema di “inganno” rivolto al nostro cervello?

La musica in 8D: di cosa si sta parlando?
Partiamo da un presupposto: nella nostra percezione quotidiana non esistono otto dimensioni dello spazio, ma al massimo possiamo considerarne con certezza solo quattro (avanti-indietro, su-giù, destra-sinistra, tempo). Quindi, almeno da questo punto di vista, il termine di “8D” è una vera e propria esagerazione. Il nome corretto con cui dovremo riferirci a questa tecnologia è Ambisonics o audio ambisonico.
L’audio ambisonico è una specie di dolby surround “avanzato”, sviluppato in UK sin dagli anni ‘70, dove oltre alla dimensione destra-sinistra si aggiunge il suono anche nella dimensione sopra-sotto. A differenza del ben più comune surround, dove il suono viene suddiviso in diversi segnali, nella tecnologia Ambisonics quello che accade, (ovviamene semplificando al massimo l’intero processo), è che l’audio viene inserito all’interno di una sfera virtuale, quindi registrato grazie a un registratore virtuale posto all’interno e al centro di questa sfera. Solo in un secondo momento il suono, reso così sferico, viene diviso in due e direzionato in ciascun auricolare.

La musica in 8D e le sue applicazioni pratiche
L’audio Ambisonics, per lungo tempo rimasto un prodotto di nicchia, trova solo di recente la sua naturale applicazione nelle tecnologie di realtà aumentata, come i VR, contribuendo a circondare la persona con una esperienza video/audio quanto più realistica possibile.
Un po’ come funziona con i pixel per le immagini, anche l’audio ambisonico ha una sua qualità: nello specifico esistono fino a sette livelli, ma basta ascoltare una traccia di terzo o quarto livello per avere un’esperienza eccezionale. Ovviamente più sale la qualità, più sale il prezzo, per cui è molto facile incorrere in audio “pseudo-ambisonici”. Riconoscere la differenza è davvero semplice: nel caso dei veri Ambisonics sentirete l’intero audio circondarvi totalmente come se foste immersi sott’acqua; nel caso delle tracce pseudo ambisoniche, il suono viene semplicemente “pannato” (dall’inglese to pan, muovere lentamente da un lato all’altro) creando l’illusione di un cerchio.

La musica ambisonica e gli effetti sull’ascoltatore
Se volete provare l’ascolto di un audio ambisonico è consigliabile organizzarsi per tempo: l’ideale è stare sdraiati, occhi chiusi e cuffie nelle orecchie, per escludere ogni interferenza esterna. Quindi fate partire la traccia e lasciate che il vostro cervello sia circondato e attraversato dalla musica. Sarà un’esperienza straordinaria, che vi rimarrà davvero impressa! Però attenzione a non abusarne: gli effetti di questo disorientamento possono essere paragonabili a quelli dell’ASMR, pratiche, ancora non del tutto indagate scientificamente, in grado di stimolare particolari reazioni (solitamente euforia e sensazioni positive) nel corpo dell’ascoltatore.
Come abbiamo avuto modo fin qui di vedere, la tecnologia della musica in 8D non è affatto una rivoluzione tecnologica, ma un semplice trucco, ottimamente architettato, per ingannare il nostro cervello. In definitiva siamo riusciti solo recentemente a utilizzare comunemente e conoscere una “tecnologia datata”, di circa cinquant’anni.

 



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