DANZE CARAIBICHE

ORIGINE E DIFFUSIONE DELLE DANZE PIU’ FAMOSE E BALLATE AL MONDO

di Milena Pirfo ed Ivan De Vita

La danza è un’arte che si esprime nel movimento: indissolubili da sempre, danza e amore, non si separano mai…

Ivan De Vita – Milena Pirfo

La danza è comunicazione: parlare senza usare le parole, ma movimenti, fatti di gesti, di passi e di espressioni del viso. Non ha limiti, no ha linee di confine, ognuno trova la sua danza…
E’ indubbio che molte danze abbiano mantenuto numerose caratteristiche dei balli più antichi, anche quella caraibica che, come abbiamo detto in un precedente articolo, ha fatto appassionare molte persone.
Quello che da più valore a ciò che facciamo è la conoscenza di ciò che balliamo, quindi oggi vogliamo dare voce alle origini di questo tipo di danza, portando a conoscenza del perché, del come, del grazie a chi e a cosa oggi esiste ad esempio la salsa, senza differenziarla in nessuno stile.
Ai tempi degli schiavi di origine francese, fu introdotta a Cuba la “contradanza”, che conquistò rapidamente il gusto della popolazione cubana e si impose come la prima musica veramente cubana. Le sue figure, lineari e circolari, erano eseguite soltanto con le mani e con le braccia, mentre i piedi seguivano sempre lo stesso movimento. Ogni figura aveva un suo nome specifico: paseo, lazo, ala, cadena, cedazo, latigazo, ecc. Il gruppo strumentale che suonava le musiche della contradanza, denominato “orquesta típica”, era formato da un oficleide (strumento a fiato della famiglia degli ottoni), da un güiro (strumento ricavato dalla corteccia di una zucca ed in cui sono state praticate delle scanalature), da due violini, da due clarinetti, da un trombone, da una cornetta, da un contrabbasso e da due timpani. Essa rimase fino alla seconda metà del XIX secolo il ballo favorito della popolazione di colore di Cuba, dopodiché fu soppiantata da altri generi, come la “Danza” (ballo di coppie e di quadri, dove l’uomo e la donna non si toccavano) e il “Danzón” di Santiago de Cuba. All’inizio di questo secolo l’introduzione delle danze afroamericane ha determinato la decadenza e poi la scomparsa di questi generi.
Ecco che nella seconda metà del XIX nacque il “Danzon” che rappresentò per oltre cento anni il ballo nazionale dell’isola caraibica e nel 1879 il musicista Miguel Faìlde inaugurò il suo Danzon “Las Alturas de Simpson”, primo Danzon nella storia della musica cubana.
Nel 1929 Aniceto Díaz fuse elementi presi dal Son e dal Danzón come una parte cantata e creò un Danzon di nuovo stile che chiamò “Danzonete”: il primo Danzonete fu “Rompiendo la Rutina” il cui titolo, era, per certo, molto suggestivo e ironico, dentro il contesto socio-musicale di quella decade.
Siamo arrivati alla fine del XIX secolo, ci troviamo a Santiago de Cuba, nella cordigliera montagnosa della Sierra Maestra. Il Son inizia a diventare sempre più popolare nei carnevali di Santiago del 1892 grazie ad un interprete chiamato Nené Manfugás, che suona uno strumento doppiamente rustico di tre corde ed una scatola di legno, chiamato “Tre”. All’inizio la sua struttura musicale si basa nella ripetizione costante di un ritornello di quattro compassi o meno, cantato da un coro, conosciuto come il “Montuno” e l’improvvisazione di un cantante solista, dopo gli anni ‘20 il Son diventa il genere nazionale di Cuba, lasciandosi alle spalle il Danzon.
Gli strumenti originali del Son sono: il tre, la chitarra, (come una manifestazione concreta della cultura ispanica), il bongo porta invece con sé l’idea dell’interpretazione politimbrica (che si stacca dalle sue multiple forme di esecuzione), le maracas e la chiave, normalmente eseguite dal cantante e, finalmente, la marimbula e la botija, che si sostituiscono al contrabbasso nei centri urbani. Nell’anno 1909 il Son si diffonde in tutto il territorio cubano, arriva nella capitale grazie agli emigranti, che iniziano a spostarsi dal loro luogo di origine.
Il Son nasce quindi come uno dei balli delle classi povere, respinto duramente dalle classi di alto ceto. Entrando in seguito nei saloni di ballo dell’ Havana e di altre città importanti, godendo di una grande diffusione discografica grazie a gruppi come “Setteto Nazionale di Ignacio Pineiro” il Son prende piede poi in tutto il mondo e ad oggi rappresenta senza dubbio il genere musicale che ha influenzato maggiormente la salsa, sia nel formato strumentale, che nella sua struttura musicale.




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