STAMPA 3D

UN AIUTO REALE IN TEMPI DI CRISI E NON

di Beatrice Crescentini

A parte pochi addetti ai lavori, che conoscono le stampanti 3D sin dal 1986 (anno del primo brevetto registrato), ben pochi si erano interessati alle infinite possibilità di impiego collegate a questa tecnologia. Se è in tempi di crisi che si scopre la reale importanza delle cose, beh possiamo senz’altro dire che la stampa 3D ha pienamente superato la prova! Tra detrattori e promotori di questa nuova tecnologia, le idee al riguardo sicuramente non mancano.
Proviamo allora in questo contesto ad approfondire il discorso, per capire quelle che possono essere le potenzialità, o i difetti, delle stampe in 3D, partendo dalle soluzioni offerte ai tempi del Covid-19.

Gli impieghi delle stampanti 3D durante la pandemia di Coronavirus

Indipendentemente dalle critiche, è innegabile l’aiuto dato dalle aziende italiane e straniere che utilizzano stampanti 3D alle realtà mediche locali. Come è successo all’ ospedale di Chiari (Brescia), che, rimasto senza valvole per gli apparecchi di terapia intensiva, si è rivolto ad una azienda locale, la Isinnova, in grado di fornirgli un centinaio di pezzi in appena ventiquattr’ore. Poco tempo dopo, partendo dal brevetto di quest’azienda, un’altra realtà, la 3DPWorld, grazie all’aiuto della popolazione locale e del colosso di attrezzature sportive Decathlon, è stata in grado di modificare delle semplici maschere da snorkeling, rendendole dei perfetti apparecchi medicali.
Da questi due eccellenti esempi si è in breve tempo accesa e diffusa l’attenzione, di esperti e non, verso questa tecnologia, che permette di avere prodotti fedeli agli originali, abbattendo notevolmente i tempi di approvvigionamento, sia perché le stampe 3D sono molto veloci, sia perché si possono sfruttare gli stabilimenti produttivi locali (azzerando quindi, o quasi, la fase del trasporto).

Gli ingredienti delle stampe in 3 D
Ma cosa ci vuole per realizzare un oggetto in 3D oltre, ovviamente, alla stampante? C’è bisogno di un file che racchiuda il progetto da realizzare: misure, proiezioni, chi fa cosa, ecc. In seconda battuta occorrerà avere il materiale con cui verrà realizzato l’oggetto (plastica, metallo, fibre tessili, ceramica o altro). Poi non bisogna assolutamente dimenticarsi del “materiale” umano, cui spetterà il compito della pre e post produzione: dalla manutenzione e impostazione delle stampanti, alle rifiniture finali sull’oggetto prodotto.

Applicazioni pratiche delle stampe 3D
Il 1986 rappresenta l’anno di nascita della tecnologia delle stampe in 3D, con la registrazione del primo brevetto, e da allora si sono susseguiti notevoli cambiamenti. All’inizio, a causa dei costi elevati, le macchine venivano usate prevalentemente negli ambienti tecnici, legati per esempio all’ingegneria, alla chimica, all’architettura o al settore aerospaziale. Dal 2009, anno di scadenza del brevetto sulla modellazione a deposizione fusa o FDM (una delle tecniche con cui si stampa in 3D), il costo di queste macchine si è notevolmente abbassato, rendendo questa tecnologia accessibile anche ai privati e a quei settori non tradizionali, come l’edilizia, il mondo artistico, le discipline storiche, i beni culturali e la medicina legale.
Come è facile capire, avendo il giusto progetto, è possibile realizzare davvero qualsiasi cosa con una stampante 3D e le applicazioni pratiche di questa tecnologia sono infinite. Le ultime tendenze riguardano l’ingegneria tissutale, un settore interdisciplinare in cui è allo studio la possibilità di creare nuovi tessuti, organi, o più in generale “parti del corpo”, che possano andare a sostituire quelli originali, umani, danneggiati o mancanti.
Quando si dice: “la scienza al servizio dell’uomo”!




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