SEBASTIANO RIZZO

UN REGISTA TRA PALCO, CINEPRESA E CATTEDRA . . .

di Michela Flammini

Attore, Regista, Speaker Radio, Insegnante alla MTDA, ma anche attento al sociale con la partecipazione alla Nazionale ItalianAttori e ad altre iniziative di volontariato.

Ricordiamo tra i suoi film: “Nomi e Cognomi”, del 2015, con Enrico Lo Verso, Maria Grazia Cucinotta, Marco Rossetti, Antonino Bruschetta, Dino Abbrescia e “Gramigna” con Gianluca Di Gennaro, Teresa Saponangelo, Biagio Izzo, Enrico Lo Verso, Lucia Ragni, entrambi film drammatici ed impegnati che parlano di Mafia e Camorra, da diversi punti di osservazione, nel primo di un giornalista, nel secondo del figlio di un boss, che non vuole intraprendere la strada del padre. Accanto al cinema, sono molti gli spettacoli teatrali, messi in scena con la magistrale regia di Rizzo, tra cui “Tuo marito nel mio letto” con l’attore Danilo Brugia (2016) e il più recente “Un letto per 4”, che ha visto come protagonista il ballerino Raimondo Todaro, in veste questa volta di attore comico…
Moltissimi i premi ricevuti dai suoi lavori, tra cui ricordiamo: premio Festival Internazionale di Taormina 2013, Premio Miglior Regia Festival di Tropea 2013, Premio della Critica festival di Mendicino 2013 e Premio Valore sul Lavoro festival TSN 2013 per il corto “La Ricotta e il Caffè” (2012) con Luca Ward e Barbara Tabita e il riconoscimento più importante: di essere tra i cinque finalisti al David di Donatello 2018 per il film “Gramigna”.
Vista la situazione sanitaria, abbiamo fatto via webcam alcune domande al regista, che così ci ha risposto:

Iniziamo da “Rizzo Attore”: quando e come ti sei avvicinato alla carriera attoriale?
Ero giovincello, tra i 16 e i 18 anni e la moda è stata la mia prima esperienza… Poi pian piano ho cominciato a partecipare, come figurante, ad alcuni progetti fiction che passavano nella mia Città. Da lì la passione è cresciuta, iniziando a frequentare corsi teatrali per poi, dopo diversi anni e diversi tentativi andati a vuoto, trasferirmi a Roma, dove ho cominciato a partecipare come attore protagonista di puntata in diverse Fiction e spettacoli teatrali…

Sei stato attore sia di cinema che di teatro, quale dei due mondi preferisci?
Onestamente il cinema l’ho toccato poco, come attore, ma oggettivamente sono due amori diversi: ognuno di loro ha un suo fascino e una sua magia, è come avere la possibilità di scegliere se amare una donna o un’altra, difficile scelta… Punterei ad amarle entrambe.

Rizzo, insieme all’attore Biagio Izzo, sul set del film “Gramigna”

Quando hai capito di essere pronto a passare al di là della telecamera, nelle vesti di Regista?
Durante i diversi spettacoli teatrali, in cui ero attore protagonista o meno, il mio istinto era sempre quello di modificare qualsiasi cosa mi suggerisse il regista del momento. La stessa cosa la provavo durante le riprese delle diverse fiction, così da lì ho cominciato a giocare, realizzando piccoli video in cui mi divertivo, con amici, a dirigere e montare brevi storie…

Come attore hai partecipato a parecchie fiction e film a tema poliziesco, come “Distretto di Polizia”, “Uno bianca”, “Ultimo III”, “Ris 5 e 7”, “Squadra Antimafia 2”… Tematica che ritroviamo molto nei tuoi lavori da regista, con film impegnati e importanti come il cortometraggio “La ricotta e il Caffè”, o i lungometraggi “Nomi e Cognomi” e “Gramigna”: è un caso o c’è un percorso ben preciso dietro?
Sinceramente è un caso. Adoro più raccontare storie in cui si possa lasciare un messaggio importante, che possa rimanere nel tempo. Le commedie sono importanti e devono esserci nel mercato, guai se non ci fossero, ma la mia passione è riuscire a motivare lo spettatore, lasciandolo riflettere su ciò che ha visto nei miei film…

Il Regista Sebastiano Rizzo, insieme all’attore Enrico Lo Verso,
sul set del film “Gramigna”

Tutti i tuoi lavori ti hanno portato parecchi premi e riconoscimenti, ma a quale sei particolarmente legato tu, personalmente?
Tutti i premi hanno un valore e hanno un’emozione nel mio cuore, senza alcuna distinzione… Diciamo che l’ultimo ricevuto è stato quello più “fortemente sudato”, pertanto è quello che ho sempre più a portata di mano, diciamo così: comunque sia, entrare nella storia del Cinema Italiano, in cui ritroverai il tuo nome e lo ritroveranno i tuoi figli e i tuoi nipoti, scritto nella cinquina dei “David di Donatello 2018”… Mi emoziona ogni volta che lo dico.

Sebastiano Rizzo, insieme alla moglie, sul red carpet del David di Donatello 2018

Hai lavorato con tanti attori internazionali, come Maria Grazia Cucinotta, Biagio Izzo, Luca Ward e molti altri… cosa hai imparato da loro e cosa pensi di aver lasciato loro a tua volta come regista?
Cosa ho lasciato io? Beh, bisognerebbe chiederlo a loro! A me hanno insegnato tanto: ognuno di loro rappresenta un pezzo di storia della cultura italiana, il solo onore e piacere di poter condividere un pensiero artistico sul lavoro che si sta facendo insieme, ti lascia molto nel cuore, qualcosa che non potrai mai dimenticare e quando racconti un’esperienza fatta con loro, la racconti sempre come fosse successo il giorno prima…. Nel mio cuore ci sono sempre tutti gli artisti con cui ho lavorato, nessuno escluso, ai quali devo dire sempre “Grazie!”.

Da qualche anno sei anche insegnante presso la MTDA (Music Theater e Dance Academy di Fiumicino), che ha visto uscire numerosi talenti, tra cui la piccola Giulietta Rebeggiani, che proprio quest’anno ha solcato il red carpet alla 70ª Berlinale, per la partecipazione come attrice al film “Favolacce” (Bad Tales), vincitore dell’Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura… Che emozione hai provato nel vedere una tua allieva raggiungere in così poco tempo, a soli 12 anni, questo importante traguardo?
Sinceramente è un’emozione che non pensavo mi colpisse cosi forte: Giulietta la coinvolsi 4 anni fa in un mio progetto, “Il tesoro della principessa”, con Massimo Bonetti, Alice Sabatini e Fabio Fulco, un cortometraggio che ha ottenuto premi al Festival di Taormina e in diversi festival internazionali. Già lì mi accorsi che Giulietta, pur essendo molto giovane, aveva qualcosa di grande: da quel momento è nata la collaborazione con MTDA (Music Theater e Dance Academy di Fiumicino). Una scuola ricca di talenti molto giovani e dei quali sentiremo parecchio parlare (grazie anche al valido corpo docenti, presente in accademia). Proprio in questi giorni mi ha emozionato il premio ricevuto da Margherita Rebeggiani, (sorella di Giulietta), al Cortinametraggi, protagonista di un corto prodotto da Matteo Rovere. Insomma non mi reputo uno che possa insegnare qualcosa ad altri, ma forse la mia passione per questo lavoro e la voglia di trasmettere tutto questo ai ragazzi, funziona…

La locandina di “Un letto per 4” (regia di Rizzo), con Raimondo Todaro

Recentemente ti abbiamo visto invece a teatro, con la regia dello spettacolo “Un letto per 4”, con Raimondo Todaro come protagonista, che ha riscosso molto successo, tra l’altro con un occhio al sociale con l’iniziativa, in occasione di San Valentino, della donazione di vestiti da matrimonio all’Associazione Sowed, volta a finanziare iniziative per l’inserimento sociale nel mondo del lavoro di donne, con un passato difficile alle spalle… Come è nato questo spettacolo e l’idea di unire anche l’aspetto sociale a questa rappresentazione teatrale?
A differenza del cinema, a teatro adoro mettere in scena la Commedia. E quando Tonino Tosto, autore del testo, mi propose di leggere il copione, pensai subito a Raimondo: lui è un super professionista del ballo, conosciuto a livello nazionale ed internazionale, pertanto la mia sfida era quella di riuscire a far vedere il lato umano, quello divertente e simpatico di Raimondo… Ci siamo incontrati e lui subito (anche in maniera folle) mi disse di si. Adoro rendere possibile tutto ciò che la gente non immagina e anche questa volta ho vinto io. Dico “questa volta”, in quanto anche con Biagio Izzo, nel mio film “Gramigna”, la sfida era di fargli interpretare il ruolo di un Boss, (lui che da 30 anni ci delizia con la commedia): nessuno ci credeva e invece è stato “straordinario”. Per concludere, come ti dicevo in precedenza, a me piace lasciare sempre un segno sano e positivo, pertanto inserire un progetto di solidarietà è stato un immenso piacere e li ringrazio per aver impreziosito il nostro progetto.

Per concludere, non possiamo non chiederti come stai trascorrendo questo periodo di quarantena, come stai seguendo i tuoi allievi della MTDA (se state tenendo le lezioni via webcam) e cosa ne pensi delle ripercussioni che tutto ciò avrà per il mondo dello spettacolo…
Stiamo vivendo un momento che, purtroppo, rimarrà nella storia: cerco di riempirmi le giornate passando da una lettura a qualche esercizio fisico, fatto in casa in modo molto artigianale. Lo sport mi manca molto… Per poi fare nel pomeriggio le lezioni via webcam con i ragazzi della MTDA, che sta proseguendo in modo molto serio e professionale la sua attività.
Presto ne usciremo e saremo più forti di prima sia mentalmente.. che umanamente.. SPERO …

Grazie mille per la tua disponibilità e per aver condiviso con noi le tue considerazioni su questo difficile periodo di emergenza sanitaria.
Grazie a voi per questa bella intervista. Un abbraccio di cuore!




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