RICICLO CREATIVO

COME OCCUPARE IL TEMPO DURANTE LA QUARANTENA

di Beatrice Crescentini

È innegabile che le giornate al tempo di questo maledetto Covid-19 siano cambiate dall’oggi al domani. Anche le nostre. E allora perché non approfittare del tempo in casa per riscoprire qualche trucco delle nonne, per la creazione di oggetti fatti in casa del tutto originali, con cui stupire i nostri (speriamo prossimi) visitatori?

Oggi viene chiamato riciclo creativo, una volta non aveva un nome così fashion. Era semplicemente la pratica comune di sprecare il meno possibile di quanto si aveva in casa o si riusciva a comprare, in tempi in cui sicuramente non c’era la ricchezza di oggi.

Ecco allora lo scopo di questo articolo: visto che la maggior parte dei negozi e delle attività produttive è chiusa, perché non rispolverare qualche trucchetto della nonna e divertirsi con del sano fai-da-te? Così, dato che dobbiamo aderire tutti per quanto possibile al movimento #iorestoacasa (visto che se siamo in giro senza una ragione valida rischiamo tantissimo, ragionando in maniera puramente egoistica), possiamo occupare il nostro tempo e quello dei più piccoli con progetti davvero curiosi, divertenti e utili. Pronti a scoprirne qualcuno?

SALTA IL CAMPIONATO? NIENTE PAURA CON IL CALCIO BALILLA FATTO IN CASA!
I maschi di ogni età sono k.o. per l’assenza del campionato? Nessun problema: una scatola (tanto più spessa è, meglio è), qualche molletta del bucato, spiedini in legno, pochi altri ingredienti ed il gioco è fatto! La scatola di cartone sarà il campo, opportunamente dipinto e decorato. Le mollette saranno i giocatori, governati dagli spiedini di legno, e la rete della frutta (opportunamente svuotata!) servirà per le porte. Altro che serie A, Champions e compagnia bella…!

BIJOU DI BOTTONI: GIOIELLERIE? NO GRAZIE!
Se il calcio balilla è l’ideale per i maschi di casa, come possono divertirsi le bambine? Basta qualche bottone (di ogni forma e colore), un filo di lana o un nastrino molto sottile ed il gioiello è pronto: si potranno creare bracciali e collane anche molto diversi fra loro. E chi ha bisogno più delle gioiellerie? Largo alla fantasia!

MILLE E UNA… MAGLIETTE!
A tutti capita di avere nell’armadio delle magliette (t-shirt o altri modelli) cui siamo particolarmente affezionati o che ci hanno davvero annoiato, ma che per qualche motivo non riusciamo a gettare via. Niente paura: possiamo liberare l’armadio con la coscienza pulita!
Avete finito le buste per fare la spesa e odiate quelle che vi lascia il supermercato, talmente fine da rompersi appena le guardate? Fate così: rivoltate la maglietta al contrario, con le cuciture esposte e chiudete la parte più bassa con un passaggio di macchina da cucire. Et voilà: il gioco è fatto!
I bambini sono ormai cresciuti e avete da parte le magliette che hanno caratterizzato la loro infanzia? Cucitele insieme e otterrete una perfetta coperta in stile patchwork. Se poi i vostri bambini sono troppo grandi anche per questo, allora conservate questo ricordo per quando avranno figli anche loro: una coperta in più fa sempre comodo, soprattutto quando è fatta da un parente caro e racchiude ricordi della propria infanzia.

TENDE: TANTA STOFFA DA RIUSARE!
Vi siete mai soffermati a pensare alla mole di stoffa appesa ogni giorno alle finestre di casa? Ecco, se una tenda vi ha annoiato non buttatela via subito, ma fermatevi a ragionare un momento: potete riutilizzarla? Certo che sì: dai sacchetti porta confetti alle tovagliette per la colazione, le tende si prestano ad essere riutilizzate per moltissimi usi a seconda del colore, dello stato in cui si trova la stoffa e della vostra fantasia.

FUROSHIKI: L’ARTE GIAPPONESE DI IMPACCHETTARE CON I FOULARD
Probabilmente questa non la conoscevate, a meno di non essere assidui frequentatori di riviste, fumetti e cartoni animati nipponici (i famosi manga, per capirci). Avete mai notato che i protagonisti di queste opere, specialmente fino a qualche anno fa, sono soliti avvolgere i loro effetti personali e regali in teli di stoffa di varie forme e colori? Siamo davanti a numerosi esempi della tecnica del furoshiki, conosciuta in Giappone da sempre e diventata molto popolare nel periodo Edo (tra il XVII e il XIX secolo).
Ma se non possiamo uscire, che ce ne facciamo di questa tecnica? Nulla vi vieta di provare intanto i numerosi tutorial, magari con i vostri figli, per poi sfoggiarli in giro per la città una volta che l’emergenza sarà finita. Volete mettere la possibilità di trasportare e incartare ciò che volete in una maniera totalmente nuova (almeno per la nostra cultura) stupendo chi vi circonda, riciclando eventuali sciarpe e stoffe, facendo per di più un bene all’ambiente?




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