IVAN CATTANEO

INTERVISTA AL SUPER OSPITE DI “lasciatemi cantare 4”

di Chiara Consorti

Ivan Cattaneo è un artista poliedrico. La sua carriera musicale inizia addirittura con lo “Zecchino d’oro”, ma è nel 1975, con l’album “UOAEI”, che il mondo comincia ad accorgersi di quanto Ivan Cattaneo sia alternativo e sicuramente nuovo per il panorama musicale italiano dell’epoca.
Successivamente Ivan Cattaneo registra l’album ironico, al limite del demenziale “Primo secondo e frutta (Ivan compreso)”. All’inizio degli anni ottanta realizza invece il disco “Urlo”: album che contiene “Polisex”, che diverrà la sua canzone più famosa di sempre, inno per tutti gli alternativi e accolto con successo da pubblico e critica.

Nel 1981 Cattaneo realizza poi un lavoro che verrà definito di “archeologia moderna”, riprendendo e riarrangiando alcuni fra i più grandi successi italiani e internazionali degli anni sessanta: nasce così l’album “2060 Italian Graffiati”, che contiene celebri canzoni come “Nessuno mi può giudicare” e “Una zebra a pois”. Il disco, che viene lanciato nella trasmissione TV “Mister Fantasy”, della quale Ivan è ospite regolare, ha un successo inaspettato e vende ben 475.000 copie. Ma, oltre alla sua opera di revival, continua la sua carriera di cantautore, incidendo canzoni proprie su “Ivan il terribile” del 1982.
Dopo aver creato a Rimini con Caterina Caselli e Red Ronnie la discoteca “Bandiera Gialla”, nel 1983 incide un nuovo album di cover, che si chiamerà appunto “Bandiera Gialla”. Il nuovo album di revival dell’artista contiene pezzi rivisitati come “Bang Bang”, “Io ho in mente te”, “Ho difeso il mio amore” e “La bambolina che fa no no”.
Dopo aver pubblicato nel 1986 “Vietato ai minori”, Ivan decide di abbandonare la carriera musicale, dal 1987 si dedica al vegetarianesimo e si concentra sulla pittura: nel 1989 espone la mostra “100 Gioconde Haiku”. Torna da protagonista in TV nel 2004 come uno dei concorrenti di “Music Farm”, reality show di Raidue, del quale l’anno seguente sarà conduttore del day-time, nonché opinionista della seconda e terza edizione e nel 2018 come uno dei concorrenti della terza edizione del “Grande Fratello Vip”.
A febbraio 2020 ha partecipato al contest “Lasciatemi Cantare”, organizzato dall’ “Accademia Why Not…?” di David Pironaci, Tomas Conforti ed Ernesto Lantignotti, giunto alla sua quarta edizione, come primo grande ospite: ha intrattenuto il pubblico che lo ha aspettato e seguito con grande partecipazione e affetto in un mini live, che ha permesso di vivere un excursus dei suoi grandi successi.
Chiara Consorti, co-conduttrice dell’evento, ha colto l’occasione per fargli, dietro le quinte, alcune domande:

Ivan Cattaneo con il Team “Why Not?” al completo, da sx in alto: Alessio Bonelli (Tecnico Audio e Luci), David Pironaci (Direttore), Ivan Cattaneo, Ernesto Lantignotti (Why Not Production), Moira Sorrisi (Show girl), Tomas Conforti Marinelli (Vice Direttore), Chiara Consorti (Co-conduttrice), Valentina Sali (Vincitrice 2’ edizione), Alex Pirolli (Vincitore 1’ edizione)

Come è stato partecipare a “Lasciatemi Cantare 4”?
Partecipare a “Lasciatemi Cantare”, quarta edizione, è stato un momento molto bello e aggregante tra l’altro, perché ho conosciuto tutto lo staff degli organizzatori, che sono stati fortemente coesi in questo progetto, in questo loro sogno, ed è stato veramente emozionante.
Raramente mi capita di trovare degli organizzatori così uniti, così entusiasti, così giovani tra l’altro e così preparati per questo evento, che spero si ripeterà anche nei prossimi anni, con tanti successi.

Come ci si sente, dopo tanti anni di concerti e di carriera, a ricevere ancora così tanto affetto dal pubblico?
L’affetto del pubblico non è mai abbastanza e in quel pomeriggio ad Aprilia 2 è stato veramente bello, perché ho sentito proprio sulla mia pelle il calore della gente e l’affetto che, ripeto, non è mai abbastanza e regala sempre delle conferme sul proprio vissuto, sulla propria carriera… Su tanti anni di carriera, perché ormai sono quarantacinque anni che sono in ballo, anzi “in canto”!

Hai riarrangiato molti dei tuoi brani. Questo sta a significare che i brani di una volta avevano più chiavi di lettura. Pensi che questo sia valido anche per la musica contemporanea?
Sì, alcuni dei miei brani di allora, che risalgono per esempio al 1981, quindi a quasi quaranta anni fa, necessitavano proprio di un arrangiamento più moderno, mentre altri sono stati dei giochi che ho voluto fare, questi invece sono stati riarrangiati in chiave più attuale, con gli strumenti di oggi, con la tecnica e la tecnologia odierna, che è ancora più evoluta, più interessante. Non tutti necessitavano di questo “aggiornamento”, però alcuni, come per esempio la “Bambolina che fa no no ” sono diventati veramente ancora più belli, secondo me, “La zebra a pois” forse no, forse è ancora meglio l’originale, però ho fatto una versione un po’ Tecno, un po’ House, un po’ tutto: l’abbiamo un po’ sconvolta e comunque è diventata un’altra composizione carina. Mi chiedi se è valido anche per la musica contemporanea? Certo, per tutta: per ogni canzone c’è la possibilità di arrangiamento in mille altri modi! Ovviamente bisogna stare attenti, perché la melodia è una sola per ciascuna canzone e quindi l’arrangiamento deve essere un po’ al servizio di essa: non la deve distruggere, non deve stravolgere il progetto iniziale, magari fatto con chitarra e voce o con pianoforte e voce, quindi il bravo arrangiatore deve sapersi sottomettere all’idea principale di base, che è quella della melodia della canzone.

Tu sei un’icona dei diritti LGBT. Quanta strada è stata fatta fino ad oggi e quanto ancora c’è da fare?
Il tema sui diritti civili dei gay e sul mondo gay è molto delicato. E’ cambiato tutto in meglio e a volte non è cambiato proprio per niente! Ci ritroviamo di nuovo per strada a fronteggiare gente che ci urla “finocchio”, o che ha ancora questa specie di “razzismo” contro di noi, contro il nostro modo di essere, contro le nostre scelte, che sono sacrosante e devono essere, anzi dovrebbero essere, rispettate veramente da tutti! Quindi da una parte io mi sento appunto, non tanto un’icona, ma uno che ha iniziato per primo: sono stato il primo a fare il coming out in Italia e sono stato il primo a lottare per certe idee, per certi diritti, io con Mario Mieli.
Proprio in questi giorni sta uscendo un film, si chiama “Anni amari” dove ci sono anch’io, più precisamente non ci sono io, ma c’è un attore che interpreta me in quel periodo, con Mario Mieli, che è un po’ il fondatore del movimento gay italiano. Ed erano altri tempi, ci si riuniva nelle case di qualcuno a fare autocoscienza (si chiamava) e a parlare di noi stessi, dei nostri vissuti, dei nostri genitori che magari ci ostacolavano e di tutti i problemi che avevamo. Sembravamo delle sette carbonare tutti insieme per parlare, ma eravamo pochi, quattro gatti a cercare di confrontarsi. Ora è tutto molto più facile, ci sono tutti i portali dedicati alla tematica gay, ecc. e ci sono tante possibilità in più, tanti esempi, allora non ce ne erano. Io non avevo nessun esempio, era impossibile avere esempi. A volte si vedevano sulle riviste dei ragazzi che dicevano di essere “anormali”, di dover correggere la loro sessualità e di dover diventare donna: ecco le uniche volte che si vedevano queste cose, però erano trattati come mostri e quindi non erano esempi, mentre la cosa principale oggi è avere degli esempi e io lo sono stato ai miei tempi, negli anni ottanta. Tanta gente ancora oggi mi ringrazia, gente anche famosa, che mi dice “Se non ci fossi stato tu a darci questo coraggio, a infonderci questa sicurezza, forse non saremmo mai riusciti a uscir fuori, a fare il famoso coming out, a dire chi siamo e a prendere coraggio!”.

Da te che sei un artista che spazia tra musica, televisione, ecc., cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Musica o c’è spazio anche per altro?
I miei progetti per il futuro? Sto preparando un cofanetto con tre cd e un dvd, che saranno all’interno di un libro e appena poi sarà possibile radunerò tutte le mie forze per far uscire questo progetto veramente molto bello. Sarà una cosa innovativa che
accompagnerà anche uno spettacolo teatrale… Naturalmente continuerò i progetti che erano già in ballo e che abbiamo dovuto interrompere per questo incubo planetario e ci saranno delle mostre di pittura, perché io faccio il cantante, è vero, ma sono anche un pittore. Però questa è tutta un’altra storia…

In merito alla situazione attuale il nostro direttore, Michela Flammini, ha voluto aggiungere un paio di domande, su come Ivan Cattaneo stia vivendo appunto questo periodo drammatico per tutti noi…

Ivan, intanto grazie di aver risposto a queste nuove domande, condividendo con noi il tuo stato d’animo di questi giorni… Come stai vivendo personalmente questo difficile momento per l’Italia?
E’ un momento difficilissimo, è un momento molto particolare: la sensazione è quella di essere dentro un brutto incantesimo, per cui tutto è congelato, siamo tutti rinchiusi nelle nostre case ed è drammatico, anche perché questa è l’unica possibilità di sopravvivenza. Il mio slogan è “Nessuno incontri nessuno”: lo so è antisociale, antiumano quasi, ma è l’unica possibilità che abbiamo per sopravvivere a questa bestia misteriosa ed invisibile, che potrebbe interrompere la nostra vita. Quindi la sensazione è anche di impotenza, però l’unico modo di proteggersi è rimanere a casa: devo dire che preferisco, in questa situazione, non uscire, perché dover indossare ogni volta la mascherina, i guanti, fare la fila con il carrello al supermercato… Sembra di essere a Chernobyl, in un paesaggio fantascientifico, post-atomico e ci si scontra con una realtà che è da “the Day After”, una realtà che faccio difficoltà ad accettare e quindi la casa diventa, in ultima analisi, l’unica oasi di protezione fisica e mentale, dove si può fuggire da questa realtà così terrificante…

Secondo te, come questo si ripercuoterà, a livello economico, sul mondo della musica italiana?
Le ripercussioni a livello economico saranno disastrose immagino, però prima dobbiamo pensare a salvare la nostra vita. Ci saranno delle ripercussioni terribili su tutto il sistema economico, ovviamente anche sui concerti, ecc.: non so quest’estate come si potrà ripartire… Ovviamente chi si occupa di questo settore sa che spettacolo vuol dire aggregazione di 1.000-2.000 persone insieme, fianco a fianco, e questo sarà impossibile, almeno finché non si troverà un vaccino o almeno una cura immediata, che scongiuri la possibilità di ammalarsi e di morire, solo così si potrà tronare alla socialità, ai concerti ecc. Tutto questo ovviamente, se non sarà ancora possibile nei prossimi mesi e probabilmente non lo sarà, penalizzerà moltissimo la stagione estiva, che sarà disastrosa per lo spettacolo, per le tournée già programmate. Penso ad esempio a tutti i colleghi che hanno partecipato a Sanremo, che avevano in programma la promozione dei dischi, i firmacopie, i concerti, per loro è finito tutto prima di cominciare. Purtroppo è un disastro per tutto il mondo dello spettacolo e per tutti in generale, un disastro pauroso…

Condividiamo anche noi le tue paure, e ti ringraziamo di averle raccontate a noi e ai lettori di Top-One, in questo momento drammatico, che speriamo però veda a breve la luce… Ce lo auguriamo tutti!




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