
Al cinema
di Valerio Brandi
Quello del recupero crediti è uno dei mestieri più pericolosi, e in cui bisogna essere decisamente cinici e testardi per portarlo a termine.
Nel nostro Paese un tale compito è stato raccontato in maniera abbastanza comica in Febbre da Cavallo, grazie all’iconico Ventresca di Giancarlo Gregorini.
Negli Stati Uniti, dove invece abbondando le risorse, soprattutto quelle esplosive, ecco che la musica è diversa, e se poi a dirigere tutto quanto è uno come Guy Ritchie, allora questo stile ha ancor più senso.
Il regista britannico è dunque tornato a dirigere un film d’azione come tanti altri nel suo passato, affidandosi a due attori con cui ha già lavorato precedentemente.
Stiamo parlando di Jake Gyllenhaal (The Covenant) e Henry Cavill (Operazione U.N.C.L.E., Il ministero della guerra sporca), due che quando c’è da menare le mani sanno il fatto loro.
Questa storia è raccontata da Rachel Wild (Eiza González), un’avvocatessa che quando ha a che fare con persone difficili agisce in quello spazio tra la legalità e l’illegalità. La zona grigia, come da titolo. Il suo ultimo compito richiede appunto questo: la sua superiore Bobby Sheen (Rosamund Pike) le chiede di convincere il pericoloso magnate Manny Salazar (Carlos Bardem) a restituire l’importante cifra di un miliardo di dollari.
Dato che la precedente persona incaricata di tutto questo è stata rapidamente uccisa, Rachel sa che ha bisogno di qualcosa di più della sua parlantina non solo per ottenere il maltolto, ma anche per uscire viva dall’isola di Salazar.
Ed ecco che i suoi fidati “figli” Sid (Henry Cavill) e Bronco (Jake Gyllenhaal) penseranno a tutto questo.
Prima l’aiuteranno a mettere in ginocchio l’impero economico di Salazar, e quando quest’ultimo sarà finalmente pronto ad accettare una mediazione di persona, si dovranno occupare della sicurezza della missione.
Un impegno non da poco, ed anche per questo motivo che hanno bisogno di altri muscoli e cervelli. Come quelli di Gucci (Jason Wong), Baker (Kojo Attah), Moreno (Christian Ochoa Lavernia) e Dunne (Emmett Scanlan).

Guy Ritchie in questo suo nuovo lungometraggio non ci ha mostrato solo le classiche esplosioni, fughe e sparatorie tipiche del grande cinema d’azione a stelle e strisce.
In the Grey è un film che sarebbe piaciuto ad Alessandro Magno, o a Napoleone Bonaparte, perché ci dimostra che a volte un esercito piccolo può battere, grazie a una rigida e meticolosa organizzazione, uno di numero decisamente superiore.
Sid e Bronco sono sempre un passo avanti al luogotenente di Salazar, Axel Oloffson (interpretato da Kristofer Hivju, Tormund ne Il Trono di Spade), anche perché hanno studiato tutto il piano, e le possibili alternative in caso di insuccesso di una mossa, per settimane.
Un’avventura capace di tenere il pubblico con il fiato sospeso per gran parte dei quasi 100 minuti di montaggio finale. Adrenalinico, ma anche divertente e un po’ commovente, In The Grey è arrivato al cinema, sia negli Stati Uniti che negli altri Paesi, con oltre un anno di ritardo rispetto alle previsioni iniziali. Da noi è stato rilasciato il 14 maggio 2026, grazie a 01 Distribution.
La nostra versione è stata affidata allo Studio Emme, con la direzione di Rodolfo Bianchi e i dialoghi di Valerio Piccolo. Francesca Rizzitiello è stata scelta come assistente, Augusto Palombo come fonico di doppiaggio e Fabio Cuturi come fonico di mix.
Grandi conferme anche dal cast artistico. Stefano Crescentini, Gianfranco Miranda e Francesca Fiorentini sono stati richiamati per doppiare Jake Gyllenhaal, Henry Cavill e Rosamund Pike, mentre gli altri personaggi hanno le voci di Martina Felli (Rachel Wild), Davide Perino (Gucci), Simone Mori (Salazar), Franco Mannella (avvocato Horowitz) ed Emanuele Ruzza (Moreno).
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