25 giugno 2009. Mentre molti studenti italiani stavano entrando in aula per sostenere la prima prova dell’esame di maturità, arrivò la notizia della morte di Michael Jackson. Un fatto che, com’era prevedibile, sconvolse il mondo, un po’ come quando scomparve tragicamente la principessa Diana. I telegiornali non parlarono di altro per giorni, e venivano ritrasmessi concerti e speciali dedicati a lui.

Quello stesso anno, inoltre, uscì al cinema Michael Jackson’s This Is It, il documentario realizzato attraverso il materiale d’archivio dell’omonimo tour che non si è potuto appunto realizzare per via della prematura scomparsa di Jacko.
Soprattutto quest’ultimo film sembrava il modo ideale per dare un po’ di pace alla figura di Michael Jackson, un artista che, insieme all’amore di milioni di persone, ha dovuto subire l’odio di molte altre per via di alcune accuse di molestie nei confronti di minori mai veramente provate. Purtroppo, non è stato così.
Non contenti di Living with Michael Jackson di Martin Bashir (il quale ha in seguito ammesso di averlo manipolato per renderlo più sensazionalistico) nel 2019 ne è uscito un altro documentario, Leaving Neverland. Al suo interno vi erano accuse ancor meno fondate rispetto al passato, ma la sua messa in onda è bastata a far partire un nuovo tentativo della cosiddetta “cancel culture”.
Infatti, da quel momento l’episodio dei Simpson del 1991 Papà-zzo da legare, in cui Michael doppiava un personaggio è ufficialmente sparito dalla circolazione. E poi c’è tutto il discorso sulla satira.
Quest’ultima, forse, è la cosa meno grave in questa situazione. I dubbi sono sempre legittimi, e al tempo stesso, gli spezzoni dei Griffin, e la sequenza di Scary Movie 3, sono ormai soprattutto un documento storico di come la pensava una parte del mondo in quel periodo di Michael Jackson. C’è poi chi la satira, almeno per quel che riguarda l’animazione, l’ha sempre fatta bene, o più precisamente, meglio di molti altri.
Stiamo parlando di South Park, che nel 2004, con l’episodio “I Jefferson”, ha forse espresso la cosa più giusta riguardo a questa questione.

“Certo, forse può sembrare un po’ diverso, ma è perché non ha avuto un’infanzia, ha lavorato troppo da piccolo. Che cosa c’è di sbagliato nel voler essere un bambino?”
Questa frase di Eric Cartman rappresenta gran parte dell’ossatura di Michael, il nuovo film di Antoine Fuqua.
La narrazione di questo lungometraggio biografico musicale comincia nel 1966, quando Michael (Juliano Krue Valdi) aveva solo otto anni, ma mostrava già un talento superiore rispetto agli altri fratelli. Proprio per questo suo padre Joseph Jackson (Colman Domingo) vedeva nel figlio la possibilità per la famiglia Jackson di uscire da una vita fatta di stenti, ma lo ha fatto nella maniera più sbagliata possibile.
Jackie, Tito, Jermaine, Michael e Marlon erano costretti ad esercitarsi duramente, rinunciando anche al sonno e allo studio, e se non obbedivano subivano pesanti punizioni corporali da parte del padre. Per resistere a tutto ciò Michael si rifugiava nel mondo dell’immaginazione, in particolare nel romanzo di Peter Pan con la sua Neverland, e quando arrivarono i primi guadagni, in nuovi giocattoli e tanti animali.

Per raccontare gli eventi dal 1978 in poi era naturalmente necessario un cambio di attori per i Jacskon 5. E Michael è da quel momento interpretato da Jaafar Jackson, il vero figlio di Jermaine Jackson, e quindi nipote di Jacko.
Quell’anno rappresenta una svolta per la sua carriera, perché esce il primo album da solista, Off the Wall, prodotto da Quincy Jones (Kendrick Sampson) e distribuito dalla Epic Records. Retribuzioni più alte per Michael, e quindi anche la forza e la convinzione per chiudere una prima porta al suo pessimo padre, ma al tempo stesso Michael è rimasto il bambino di sempre. Giocherellone, amante degli animali, e generoso con i bambini meno fortunati di lui. Gli imprevisti non mancheranno, ma Michael riuscirà nuovamente a rialzarsi, e la sua storia continua…
Questa è la frase che apre i titoli di coda di Michael (2026). Tutto fa pensare a un seguito, dato che la narrazione si interrompe nel 1988, anno del tour di Bad. Però non ci sono ancora notizie ufficiali a riguardo. Bisognerà intanto vedere come andrà questo film al botteghino, e se sarà comunque possibile girare il resto della sua vita.
Michael è un film che ha spaccato abbastanza la famiglia Jackson (Janet e Paris si sono dichiarati contrari a tutto ciò). Senza dimenticare che il caso del 1993 non potrebbe essere citato direttamente in un film per via di una clausola legale.
Inoltre, c’è da tenere conto del fatto che forse sarà necessario un re-casting per il ruolo del protagonista, per rappresentare al meglio la vitiligine che cambiò radicalmente l’aspetto estetico di Michael Jackson, soprattutto negli ultimi anni della sua vita.

Se Michael 2 non verrà mai realizzato, non sarà comunque un vero dramma. Oltre ad aver già racconto ciò che era importante, Jaafar Jackson è stato semplicemente sublime. Identico allo zio nell’aspetto, ma anche nelle espressioni e nelle movenze.
Una fedeltà ripresa anche dalla versione italiana, con la scelta di Francesco Ferri nella parte del protagonista adulto, capace anche lui di replicare la voce delicata del mitico Michael. Il resto del cast italiano, diretto da Roberto Gammino presso la CDC, vede la partecipazione di Alberto Angrisano (Joseph Jackson), Gabriella Borri (Katherine Jackson), Stefano Crescentini (John Branca), Gabriele Sabatini (Bill Bray), Riccardo Scarafoni (Berry Gordy), Simone D’Andrea (Quincy Jones), Gabriele Pellicanò (Marlon Jackson), Alessandro Campaiola (Jermaine Jackson), Federico Campaiola (Tito Jackson), Gabriele Vender (Jackie Jackson), Federica Martinelli (La Toya Jackson), Luisa D’Aprile (Suzanne De Passe), Franco Mannella (Walter Yetnikoff) e Roberto Pedicini (Don King).
Menzione speciale per i nostri piccoli Jackson 5, ossia Gabriele Tonti (Michael), Andrea Fratoni (Jermaine), Ciro Clarizio (Marlon), Gabriele Piancatelli (Tito) e Lorenzo Spadorcia (Jackie).
Michael (2026) è al cinema in Italia da mercoledì 22 aprile grazie alla distribuzione della Universal Pictures e se ancora non siete andati a vederlo è arrivato il momento!
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