Michela Flammini
La stagione dei saldi estivi è alle porte e, come ogni anno, l’attesa è alta sia per i consumatori che per le imprese. Per il settore del commercio e della moda italiana si tratta di un appuntamento fondamentale per dare respiro alle attività e mettere in mostra la qualità della nostra manifattura. Dall’altra parte, per chi acquista, è l’occasione migliore per portarsi a casa capi d’eccellenza a prezzi decisamente più accessibili.
Tuttavia, muoversi tra i diversi calendari regionali e capire se un’offerta sia reale o meno non è sempre immediato. Ecco tutto quello che c’è da sapere per questa sessione estiva 2026.
Il calendario ufficiale delle regioni
La data di partenza è stata uniformata a livello nazionale: per quasi tutta Italia il semaforo verde scatta sabato 4 luglio. A cambiare, da territorio a territorio, è invece la durata massima del periodo promozionale.
- Abruzzo: dal 4 luglio per un massimo di 60 giorni
- Basilicata: dal 4 luglio al 2 settembre
- Calabria: dal 4 luglio al 4 settembre
- Campania: dal 4 luglio per un massimo di 60 giorni
- Emilia-Romagna: dal 4 luglio per un massimo di 60 giorni
- Friuli-Venezia Giulia: dal 4 luglio al 30 settembre
- Lazio: dal 4 luglio per una durata massima di 6 settimane
- Liguria: dal 4 luglio al 17 agosto
- Lombardia: dal 4 luglio al 31 agosto
- Marche: dal 4 luglio al 1 settembre
- Molise: dal 4 luglio al 31 agosto
- Piemonte: dal 4 luglio per un massimo di 8 settimane
- Puglia: dal 4 luglio al 15 settembre
- Sardegna: dal 4 luglio per un massimo di 60 giorni
- Sicilia: dal 4 luglio al 15 settembre
- Toscana: dal 4 luglio per un massimo di 60 giorni
- Umbria: dal 4 luglio per un massimo di 60 giorni
- Valle d’Aosta: dal 4 luglio al 30 settembre
- Veneto: dal 4 luglio al 31 agosto
- Province Autonome (Trento e Bolzano): l’inizio varia nei diversi distretti turistici, mentre nei comuni non turistici la partenza slitta a metà mese o inizio agosto.

Come tutelarsi: quattro regole d’oro per lo shopping
Comprare in modo consapevole non significa solo risparmiare, ma anche premiare quegli imprenditori che lavorano con trasparenza. Ecco a cosa prestare attenzione quando si entra in negozio.
Il prezzo sul cartellino La trasparenza è un obbligo di legge. Ogni cartellino deve indicare chiaramente il prezzo originale (calcolato sul valore più basso applicato negli ultimi 30 giorni), la percentuale di sconto e la cifra finale da pagare. Diffidate dai negozi che mostrano sconti esagerati su prodotti mai visti in vetrina prima di luglio.
La politica dei cambi C’è un falso mito duro a morire: la convinzione che la merce in saldo non si possa cambiare. Se il prodotto acquistato è difettoso o non conforme, il commerciante è obbligato per legge a ripararlo, sostituirlo o restituire i soldi, a patto di esibire lo scontrino. Discorso diverso se si tratta di un semplice ripensamento (come la taglia sbagliata): in quel caso la sostituzione resta a totale discrezione del punto vendita.
Nessun limite ai pagamenti digitali Le carte di credito e i bancomat devono essere accettati sempre, anche per cifre minime e a maggior ragione durante i saldi. I negozianti non possono imporre commissioni extra o rifiuti legati al prezzo scontato della merce.
Sostenere la prossimità e il Made in Italy I saldi estivi sono l’opportunità perfetta per fare acquisti mirati. Scegliere capi d’abbigliamento o accessori realizzati dalla filiera italiana e preferire i negozi storici del proprio territorio è il modo migliore per investire su prodotti che durano nel tempo e, contemporaneamente, supportare l’economia reale del nostro Paese.
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